SHIP2SHORE: L’ottava meraviglia di Lauro

 

13 ottobre 2017

L’avvocato marittimista partenopeo ha portato lo shipping internazionale a Palazzo Reale
Dal nostro inviato
Napoli – Difficile alzare l’asticella ogni anno; eppure – se si esaminano contenuti e ‘scenografia’ dell’evento anche in questa edizione 2017 – Francesco Saverio Lauro pare essere sempre in grado di riuscirci.
L’VIII Shipping & the Law, architettato dall’ipercinetico avvocato marittimista partenopeo – invero supportato dietro le quinte da uno staff che si prodiga letteralmente ‘anema e core’ per quasi un anno nell’organizzazione – va in archivio lasciando ancora a bocca aperta tutti i suoi partecipanti.
Lauro, autentico genio e sregolatezza dello shipping nostrano, vincendo anche la tradizione della cabala napoletana – la seconda giornata è andata in scena venerdì 13… – ha anche quest’anno radunato la crema dell’industria marittima mondiale nella splendida capitale dello shipping italiano.
L’inedita location – il prestigioso Palazzo Reale, nel cuore della città in Piazza del Plebiscito, eretto dai Borbone esattamente due secoli e mezzo fa (correva l’anno 1768) – ha fatto da cornice ideale alla kermesse; questa, iniziata con un sontuoso, sebbene interminabile, gala dinner ‘black tie’ negli ampi saloni della magione monarchica, si è tenuta nella davvero particolare (ma azzeccata e già opzionata per l’edizione 2018) sede del Teatrino di Corte – con messinscena fatta di musiche e sipario, ideale per un istrione nato come Lauro – e si è conclusa per i più fortunati e selezionati ospiti con una gustosa appendice nel weekend ad apprezzare clima ed amenità della fascinosa isola di Ischia.
Circa 250 i delegati che quest’anno hanno risposto ‘presente’ alla chiamata dello Studio Legale Lauro per ascoltare, da una quarantina di relatori di variegata estrazione e matrice, osservazioni e commenti sui maggiori temi di attualità dello shipping ma anche sui trend e le prospettive della macroeconomia e della geopolitica al contorno, poiché naturalmente parlare di trasporti marittimi e navigazione fuori dal contesto socio-economico globale in cui si collocano, non avrebbe senso alcuno.
Sfruttando anche la fortunata coincidenza di avere alla sua prima uscita ufficiale pubblica dopo la freschissima nomina romana del giorno prima il neo presidente di Confitarma, Mario Mattioli, l’infaticabile Lauro – presente come moderatore e soprattutto ‘anchor man’ in praticamente quasi tutte le diverse sessioni di cui si compone Shipping & the Law – ha messo insieme per la sessione d’esordio un panel di grande calibro, composto da vari n.1.; oltre al nuovo leader della federazione degli armatori italiani, erano presenti il suo omologo a livello globale, il presidente dell’International Chamber of Shipping, il danese Esben Poulsson (già presente nel 2016), e quello a livello europeo, il numero uno di ECSA European Council of Shipowners Association, il greco Panos Laskaridis.
A fare da notevole ‘buon peso’ ai tre leader degli armatori a livello nazionale, continentale e globale, il direttore della DG Waterborne UE Magda Kopczynska, l’autrice della legge britannica sul riscaldamento climatico e membro della Camera dei Lord, la baronessa Bryony Worthington, e infine Leo Drollas, economista e direttore del ‘think tank’ dello Sceicco Yaman.
Impossibile, ovviamente, riportare nell’ambito di un singolo articolo tutte le opinioni e conclusioni emerse in questo ed in altri intensi dibattiti che si sono avvicendati sul palco del teatrino reale – per la serie: gli assenti hanno sempre torto… – ma di certo l’attenzione dei partecipanti è stata sempre elevata durante la giornata e mezzo di meetings.
Fra i temi in agenda, gli scenari del commercio marittimo mondiale, stretto tra la crisi del credito, il neo-protezionismo, l’allarme sicurezza, la necessità di investimenti per rispettare le nuove norme sulle emissioni di Co2, il ‘grande moloch’ della Cina – più rischio o opportunità? – e l’incognita rappresentata da altre potenze emergenti dal Far East, il ruolo di Bruxelles per la sopravvivenza di una bandiera comunitaria sulla flotta europea,
È invece mancato il predecessore di Mattioli in Confitarma, Emanuele Grimaldi, atteso ad animare la successiva tavola rotonda, nel vivo della sessione “Avanti tutta nell’era dell’incertezza”, che ha affrontato anche le conseguenze sui mercati marittimi dei ‘fattori’ Trump e Brexit, condotta dal politologo Prof. Roberto D’Alimonte e con il vicepresidente dell’International Chamber of Shipping, il tedesco Thomas Rehder.
Come da tradizione, ad aprire i lavori pomeridiani la sessione sullo shipping & finance, condotta in tandem dal docente universitario Arturo Capasso e dall’immancabile – quando si parla di banche nel settore marittimo – Fabrizio Vettosi (VSL), e con rappresentanti di ABI, BMP, Pareto Securities e Fortress Investment.
Stimolante il ‘faccia a faccia’ tra i ‘condottieri’ di due porti assai diversi tra loro, il presidente del porto belga di Anversa Marc Van Peel e il collega dell’Autorità Portuale del Tirreno Centrale, Pietro Spirito.
Altri due momenti di grande impatto emotivo sono state le interviste rilasciate da due ‘mostri sacri’ del settore per il nostro Paese: il broker più famoso d’Italia, l’ottuagenario Lorenzo Banchero, e il decano degli armatori di Napoli (e più longevo in Italia dopo Aldo Grimaldi), Peppino d’Amato, che due giorni fa ha compiuto 91 anni, attraverso le rispettive esperienze hanno raccontato ‘ascesa e declino’ dello shipping italiano, in attesa di una riscossa che tutti auspicano.
Dopo un suggestivo amarcord sui fasti passati della gloriosa marineria sorrentina – ossatura dello shipping campano moderno – da parte dello storico Biagio Passaro, è stata la volta di una interessante sessione a suggello della prima fitta giornata di lavori.
Le nuove leve armatoriali rappresentate da Mariella Bottiglieri, Giacomo Gavarone, neo presidente del Gruppo Giovani in Confitarma, e Andrea Garolla, Past President di quest’ultimo, hanno dato vita ad un interessante dibattito fra passato e presente della categoria, da cui è trapelato un importante messaggio: sembra finita l’epoca dell’armatore ‘padre-padrone’ dell’azienda, accentratore e poco incline al confronto, anche a fini aggregativi, coi colleghi, perché il futuro se affrontato insieme – eventualmente sotto forma di partnership, anche con cointeressenza azionarie – potrebbe dare maggiori soddisfazioni.
Nella seconda mezza giornata la ‘legge’ si è messa in risalto; l’avv. Giorgio Berlingieri, Presidente AIDIM, ha rendicontato sul recente CMI Comitè Maritime Internationaux svolto a Genova a settembre, prima di confrontarsi con Måns Jacobsson, ex Direttore International Oil Pollution Compensation Funds, sotto la vigile regia di Francesco Saverio Lauro, che ha introdotto la tavola rotonda tematica dei giuristi del mare Clive Aston, Luigi Morselli, Jonathan Lux, David Pitlarge.
Gran finale con la sessione tecnica “Better Vessels for a Better world”, moderata da Umberto D’Amato e Alberto Moroso, Presidente di Atena, in cui si è dissertato delle nuove norme ambientali che entreranno in vigore a livello internazionale nel triennio 2018-2020 e dei progetti di propulsione a gas, con la partecipazione delle società Tefin – che ha presentato un nuovo sistema per prevenire gli incendi sui traghetti, utilizzando come ‘case study’ il tragico caso della Norman Atlantic –, la svizzera WinDG, Wärtsilä – sull’argomento della nuova era della digitalizzazione – ed Ecospray, la controllata del primo gruppo crocieristico mondiale Carnival, che sta ‘spopolando’ vendendo e installando scrubber per la riduzione delle emissioni nocive, non solo per il mercato ‘captive’ delle navi della flotta del gruppo ma anche con commesse da clienti terzi.
Angelo Scorza
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