Lauro: “L’Italia ratifichi Convenzione sui crediti marittimi”

 

«Bisogna assolutamente intervenire per sbloccare la ratifica di convenzioni internazionali, alcune delle quali non ancora ratificate dall’Italia». Lo ha affermato Francesco Saverio Lauro, primo presidente dell’Autorità portuale di Napoli negli anni Novanta. Avvocato marittimista, è l’organizzatore dell’evento Shipping and the Law di Napoli, quest’anno tenutosi il 9 e 10 ottobre. Secondo Lauro «è inconcepibile il mancato deposito dello strumento di ratifica della Convenzione di Londra sulla limitazione della responsabilità per i crediti marittimi, un atto che il mondo marittimo attende da anni e che dal 2012 lascia gli armatori italiani incerti e in svantaggio rispetto agli altri Paesi». Secondo Lauro non c’è una volontà politica dietro tutto questo ma la semplice negligenza, «un ritardo masochista che danneggia gravemente il Paese».

Nella seconda e ultima giornata (qui il resoconto della prima) della Shipping and the Law si è parlato dei nuovi pontili gemelli che verranno realizzati nei porti di Civitavecchia e Barcellona per migliorare lo sbarco e l’imbarco dell’importante flusso di passeggeri tra la Capitale e la città catalana. Poi, il presidente dei porti campani, Pietro Spirito, ha fatto il punto sulla nuova stazione marittima del molo Beverello di Napoli, un altro punto nevralgico del cabotaggio mediterraneo da milioni di passeggeri l’anno. Piccoli interventi che però danno il via a opere infrastrutturali importanti nei porti del centro-sud Italia. Infine, si è parlato di navi senza equipaggio, di Brexit e della gestione dei rifiuti pericolosi prodotti dal settore.

Beverello
Il primo progetto a partire è quello del rifacimento del Molo Beverello a Napoli che partirà con la costruzione di una struttura provvisoria che sarà utilizzata nella fase di costruzione della stazione marittima, per poter poi procedere alla demolizione le biglietterie attuali e partire con la realizzazione del nuovo terminal, che sarà una moderna struttura di 2,400 mq coperti con accoglienza, biglietterie, parcheggi, ristoro e punti informazione, per un investimento di 18 milioni di euro. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale, Pietro Spirito, ha spiegato ad ottobre inizia la costruzione delle biglietterie provvisorie, «così potremo liberare la stazione marittima attuale per la demolizione e l’inizio del nuovo edificio». Spirito ha anche sottolineato le difficoltà per i manager dei porti di stare al passo con un mondo che cambia molto rapidamente: «Nonostante la crisi le dimensioni delle flotte sia nel settore commerciale che in quello dei passeggeri stanno crescendo. Questo vuol dire che le infrastrutture portuali devono adattarsi alle nuove flotte, un impegno molto difficile perché le procedure amministrative in Italia non  sono al passo con i tempi per le sfide che dobbiamo affrontare». Anche sui finanziamenti per i progetti infrastrutturali, Spirito ha sottolineato che in futuro «i privati dovranno sempre di più essere coinvolti negli investimenti dei porti. Al settore pubblico deve rimanere il finanziamento di quegli investimenti che non portano profitti, per gli altri ci deve esse un ruolo crescente».

Barcellona-Civitavecchia
Nel sistema portuale di Roma, invece, sta per partire la costruzione del nuovo pontile a Civitavecchia che sarà dedicato al collegamento con Barcellona, un progetto gemello con la città catalana. «È un lavoro da otto milioni di euro – spiega Francesco Di Majo, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Tirreno centro-settentrionale – finanziato in parte dall’Unione Europea e che è stato presentato insieme a Barcellona. I lavori cominceranno la settimana prossima. Il progetto di sviluppo più grosso è però quello del porto commerciale di Fiumicino, che prevede nel complesso un investimento da 500 milioni di euro. Per ora abbiamo un finanziamento dalla Bei da 100 milioni per Fiumicino e cominciamo con il primo piccolo pezzo, la costruzione della darsena pescherecci che permetterà loro di non attraccare più nel porto canale, nell’area della nuova darsena verranno delocalizzati anche alcuni cantieri navali che sono in città. Siamo su questo alla progettazione esecutiva e per il 2021 parte la gara d’appalto». Infine, 4 milioni di euro da fondi Ue serviranno a rinforzare gli spostamenti via treno.

LNG
Giacomo Gavarone, presidente dei Giovani di Confitarma, si è soffermato sulla necessità di distribuire il gas naturale liquefatto, utile come combustibile per le navi. «So che non è facile per le autorità allestire le stazioni di rifornimento – spiega – ma ad esempio a Barcellona lo stanno facendo. Non si può pretendere che facciano tutto gli armatori che stanno già investendo nonostante la crisi: ricordo che montare uno scrubber, che abbatte le emissioni delle navi, costa un milione e mezzo di euro. Oggi nelle compagnie ci sono anche i fondi di investimento, che vogliono utili, si può spiegare loro che dalla lotta al cambiamento climatico non arriveranno di certo guadagni, ma diventa difficile prospettare un bagno di sangue finanziario».

Link: https://www.informazionimarittime.com/post/lauro-litalia-ratifichi-convenzione-sui-crediti-marittimi

Lauro: “L’Italia ratifichi Convenzione sui crediti marittimi”

 

Secondo l’avvocato marittimista “è inconcepibile che gli armatori aspettano questo strumento dal 2012”. Il punto sull’ultima giornata della Shipping and the Law

Francesco Saverio Lauro e Pietro Spirito

«Bisogna assolutamente intervenire per sbloccare la ratifica di convenzioni internazionali, alcune delle quali non ancora ratificate dall’Italia». Lo ha affermato Francesco Saverio Lauro, primo presidente dell’Autorità portuale di Napoli negli anni Novanta. Avvocato marittimista, è l’organizzatore dell’evento Shipping and the Law di Napoli, quest’anno tenutosi il 9 e 10 ottobre. Secondo Lauro «è inconcepibile il mancato deposito dello strumento di ratifica della Convenzione di Londra sulla limitazione della responsabilità per i crediti marittimi, un atto che il mondo marittimo attende da anni e che dal 2012 lascia gli armatori italiani incerti e in svantaggio rispetto agli altri Paesi». Secondo Lauro non c’è una volontà politica dietro tutto questo ma la semplice negligenza, «un ritardo masochista che danneggia gravemente il Paese».

Nella seconda e ultima giornata (qui il resoconto della prima) della Shipping and the Law si è parlato dei nuovi pontili gemelli che verranno realizzati nei porti di Civitavecchia e Barcellona per migliorare lo sbarco e l’imbarco dell’importante flusso di passeggeri tra la Capitale e la città catalana. Poi, il presidente dei porti campani, Pietro Spirito, ha fatto il punto sulla nuova stazione marittima del molo Beverello di Napoli, un altro punto nevralgico del cabotaggio mediterraneo da milioni di passeggeri l’anno. Piccoli interventi che però danno il via a opere infrastrutturali importanti nei porti del centro-sud Italia. Infine, si è parlato di navi senza equipaggio, di Brexit e della gestione dei rifiuti pericolosi prodotti dal settore.

Beverello
Il primo progetto a partire è quello del rifacimento del Molo Beverello a Napoli che partirà con la costruzione di una struttura provvisoria che sarà utilizzata nella fase di costruzione della stazione marittima, per poter poi procedere alla demolizione le biglietterie attuali e partire con la realizzazione del nuovo terminal, che sarà una moderna struttura di 2,400 mq coperti con accoglienza, biglietterie, parcheggi, ristoro e punti informazione, per un investimento di 18 milioni di euro. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale, Pietro Spirito, ha spiegato ad ottobre inizia la costruzione delle biglietterie provvisorie, «così potremo liberare la stazione marittima attuale per la demolizione e l’inizio del nuovo edificio». Spirito ha anche sottolineato le difficoltà per i manager dei porti di stare al passo con un mondo che cambia molto rapidamente: «Nonostante la crisi le dimensioni delle flotte sia nel settore commerciale che in quello dei passeggeri stanno crescendo. Questo vuol dire che le infrastrutture portuali devono adattarsi alle nuove flotte, un impegno molto difficile perché le procedure amministrative in Italia non  sono al passo con i tempi per le sfide che dobbiamo affrontare». Anche sui finanziamenti per i progetti infrastrutturali, Spirito ha sottolineato che in futuro «i privati dovranno sempre di più essere coinvolti negli investimenti dei porti. Al settore pubblico deve rimanere il finanziamento di quegli investimenti che non portano profitti, per gli altri ci deve esse un ruolo crescente».

Barcellona-Civitavecchia
Nel sistema portuale di Roma, invece, sta per partire la costruzione del nuovo pontile a Civitavecchia che sarà dedicato al collegamento con Barcellona, un progetto gemello con la città catalana. «È un lavoro da otto milioni di euro – spiega Francesco Di Majo, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Tirreno centro-settentrionale – finanziato in parte dall’Unione Europea e che è stato presentato insieme a Barcellona. I lavori cominceranno la settimana prossima. Il progetto di sviluppo più grosso è però quello del porto commerciale di Fiumicino, che prevede nel complesso un investimento da 500 milioni di euro. Per ora abbiamo un finanziamento dalla Bei da 100 milioni per Fiumicino e cominciamo con il primo piccolo pezzo, la costruzione della darsena pescherecci che permetterà loro di non attraccare più nel porto canale, nell’area della nuova darsena verranno delocalizzati anche alcuni cantieri navali che sono in città. Siamo su questo alla progettazione esecutiva e per il 2021 parte la gara d’appalto». Infine, 4 milioni di euro da fondi Ue serviranno a rinforzare gli spostamenti via treno.

LNG
Giacomo Gavarone, presidente dei Giovani di Confitarma, si è soffermato sulla necessità di distribuire il gas naturale liquefatto, utile come combustibile per le navi. «So che non è facile per le autorità allestire le stazioni di rifornimento – spiega – ma ad esempio a Barcellona lo stanno facendo. Non si può pretendere che facciano tutto gli armatori che stanno già investendo nonostante la crisi: ricordo che montare uno scrubber, che abbatte le emissioni delle navi, costa un milione e mezzo di euro. Oggi nelle compagnie ci sono anche i fondi di investimento, che vogliono utili, si può spiegare loro che dalla lotta al cambiamento climatico non arriveranno di certo guadagni, ma diventa difficile prospettare un bagno di sangue finanziario».

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Shipping, la sfida ambientale è la quarta rivoluzione industriale

 

«Stiamo entrando nella quarta rivoluzione industriale che è diversa dalle precedenti perché si basa anche sulla comunicazione e connettività oltre che sulla tecnologia. Sono tante le sfide che ci attendono, a partire dall’enorme cambiamento delle regole sulle emissioni di gennaio 2020 che ci porta sulla strada del 2050, quando il settore del commercio marittimo si è impegnato a dimezzare le proprie emissioni di CO2». È lo scenario descritto da Esben Poulsson, presidente dell’International Chamber of Shipping, l’associazione mondiale degli armatori, in apertura della decima edizione di Shipping and the Law, che anche quest’anno ha raccolto a Napoli, al Maschio Angioino, il gotha del settore marittimo globale.

Poulsson ha anche sottolineato la scelta indicata dall’Onu di istituire delle grandi aree marine protette negli oceani e che «le sfide sull’ambiente coinvolgono non solo gli armatori, ma anche i porti e dobbiamo chiederci cosa fare dal punto di vista infrastrutturale. Se vogliamo arrivare pronti alla deadline del 2050 non abbiamo tempo da perdere».

Il tema dell’ambiente è centrale nell’edizione 2019 di Shipping and the Law, come evidenzia Francesco Saverio Lauro, avvocato marittimista e organizzatore dell’evento: «Il mondo dello shipping ha tre orizzonti: da gennaio 2020 c’è l’abbattimento delle emissioni di zolfo, al 2030 bisogna guardare ai cambiamenti dello scenario economico mondiale che ci illustra qui a Napoli Hamish McRae, futurologo e professore a Oxford,  mentre nel 2050 c’è l’obiettivo di dimezzare le emissioni del comparto. Su questo lavoriamo al nostro forum  di Napoli per sviluppare soluzioni, sapendo che non tutte le idee coincidono ma che da questo dibattito nascono elementi di novità per la capacità dell’industria marittima di affrontare le sfide. L’ambiente è oggi un tema centrale per questo abbiamo mostrato qui a shipping anche l’intero discorso di Greta».

Una sfida subito raccolta dall’armatore Emauele Grimaldi che ha annunciato la produzione di nuove navi che rispetteranno l’aria delle città portuali spegnendo i motori quando sono attraccate e dicendo stop alle colonne di fumo che si alzano dalle navi in porto: «Abbiamo ordinato – spiega l’armatore – 12 nuove navi e 5 car carrier. Le car carrier sono le più efficienti mai costruite, possono portare tra le sette e le ottomila auto e consumano quanto le navi da 1,500 auto, quindi fino a cinque volte più efficienti. I traghetti in produzione sono invece tra i primi ibridi al mondo, con una potenza di batterie molto alta che gli permette di stare in porto a emissioni zero grazie agli shaft, alberi di trasmissione sul motore principale chee prelevano i picchi di potenza ricaricando le batterie. Quando arriva in porto, quindi, la nave può spegnere completamente i motori e avere tutta l’elettricità necessaria dalle batterie, che peraltro si ricaricano quando la nave tramte pannelli solari. Avremo presto alcune delle navi più avanzate al mondo ed è un orgoglio napoletano».

La pressione globale per la lotta ai cambiamenti climatici ha coinvolto anche il settore marittimo italiano, anche con i rischi connessi, come ha spiegato Mario Mattioli, presidente di Confitarma: «Utilizzare carburanti che hanno un tenore di zolfo dello 0,5 per cento, rispetto al limite precedente del 3,5 per cento, significa una riduzione della componente solforosa dell’85 per cento. Caleranno le emissioni ma gli armatori dovranno usare anche carburanti più costosi e non ancora del tutto testati, un minimo di preoccupazione c’è nel settore. Anche per questo molti armatori stanno guardando al gas naturale liquefatto, che ha meno emissioni dannose. Ma si stanno sviluppando anche navi a batteria, che si caricano durante il viaggio e quando entrano nei porti hanno zero emissioni usando l’elettricità accumulata. L’impegno c’è, anche se ricordo sempre che ogni tonnellata di merce trasportata via mare emette molto meno che se fosse trasportata via aereo, ferrovia o su gomma».

Sfide forti arrivano anche sulla sicurezza, come ha sottolineato Claes Berglund, presidente eletto dell’European Community Shipwoners’ Association: «Veniamo da un’estate in cui molte navi commerciali hanno subito attacchi e sono state fermate o deviate dai governi di alcuni Paesi per questioni politiche. Queste azioni non possono essere tollerate e le istituzioni europee devono essere in prima linea per proteggere le navi».

Shipping anche the Law proseguirà domani al Maschio Angiono con la seconda giornata dedicata a “The Shock of the New: Maritime InfrastructureFit for the Future”: che si aprirà con una riflessione sul futuro delle infrastrutture portuali, con interventi di Francesco di Majo, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Tirreno centro-settentrionale; di Pietro Spirito, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale; e di Umberto Masucci, presidente della F2i Holding Portuale.

La sessione finale, The Shock of the New, Legal Responses: AI, Future Fuels, Brexit and Others esaminerà le evoluzioni legali del settore ma anche i problemi connessi alla svolta imminente del “sulphur cap”, il limite alle emissioni di zolfo varate dall’International Maritime Organization e che le navi dovranno rispettare da gennaio 2020. L’argomento sarà introdotto da un keynote speech del prof. Mans Jacobsson, storico direttore degli International Oil PollutionCompensation (IOPC) Funds, che tratterà il tema delle sfide legali poste dalle navi senza equipaggi. La tavola rotonda, presieduta da Clive Aston, past president dell’associazione degli arbitri londinesi LMAA e da Jonathan Lux, mediatore, arbitro e barrister, vedrà i contributi di James Leabeater QC,barrister di 4 Pump Court, che introdurrà l’argomento legato alle sfide legali derivanti dalla Brexit e di Tiejha Smyth, deputy director (FD&D) di North of England P&I Association, che affronterà il tema delle nuove sfide derivanti dal nuovo Sulphur Cap, e gli interventi di: Giorgio Berlingieri, presidente dell’Associazione Italiana di Diritto marittimo; di Bruno Castellini, partner di Jones Day; di Mark Clough QC, dello Studio Legale Lauro; di David McInnes, partner di BDM Law; di Robert Mayer di SMIT e di David Pitlarge, partner di Hill Dickinson LLP.

Link: https://www.informazionimarittime.com/post/shipping-la-sfida-ambientale-e-la-quarta-rivoluzione-industriale

Parte a Napoli la decima edizione di Shipping and the Law

 

Si apre domani a Napoli la decima edizione di Shipping and the Law. I vertici delle organizzazioni mondiali, europee ed italiane degli armatori si incontreranno infatti il 9 e il 10 ottobre presso la storica Sala dei Baroni del Maschio Angioino per discutere degli scenari futuri dell’industria marittima. Tra i numerosi partecipanti interverranno i vertici delle associazioni armatoriali: il presidente Esben Poulsson e il vicepresidente Emanuele Grimaldi della International Chamber of Shipping (ICS), l’assise mondiale degli armatori; il presidentelect della European Community ShipownersAssociations (ECSA) Claes Berglund, il tedesco Thomas Rehder e il già presidente degli armatori greci ed europeo John Lyras; il presidente di Confitarma Mario Mattioli e quello deigiovani armatori italiani Giacomo Gavarone.

Il programma completo

“The Shock of the New” è infatti il titolo scelto per il decennale di Shipping and the Law da Francesco S. Lauro, avvocato marittimista e ideatore della manifestazione: “Le questioni di cui si discuterà in questa due giorni – sottolinea Lauro – sono numerose e di grande impatto. Dall’evoluzione degli equilibri e degli assetti politici alle nuove barriere protezionistiche che caratterizzano gli scenari internazionali. Dallo sviluppo sempre più rapido delle scienze e delle tecnologie alla introduzione di nuove normative volte a difendere l’ambiente, limitare le emissioni e lottare contro i cambiamenti climatici. Tutti si sentono in prima linea e a Napoli potranno scambiarsi idee, esperienze e soluzioni”.

Link: https://www.informazionimarittime.com/post/parte-a-napoli-la-decima-edizione-di-shipping-and-the-law

Lo “shock del nuovo” allo Shipping and the Law di Napoli

 

Sarà “Lo shock del nuovo” il tema al centro dell’edizione 2019 di Shipping and the Law, la manifestazione internazionale dedicata al settore marittimo che si svolgerà al Maschio Angioino di Napoli il 9 e 10 ottobre. In un mondo come quello della logistica e del trasporto marittimo che sta affrontando enormi e continui cambiamenti – tecnologici, normativi, politici – gli imprenditori rifletteranno su come affrontare i mutamenti cogliendone a pieno le opportunità  di sviluppo.

L’evento è organizzato dallo Studio Legale Lauro. Il 9 ottobre sarà dedicato ai dibattiti, che si svolgeranno nella storica Sala dei Baroni, mentre il 10 ottobre la manifestazione si sposterà nella biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria, sempre nel castello.

Tra i numerosi armatori partecipanti interverranno i vertici delle associazioni armatoriali: il presidente Esben Poulsson e il vicepresidente Emanuele Grimaldi della International Chamber of Shipping (ICS); il president elect della European Community Shipowners Associations (ECSA) ed esponente del gruppo Stena Claes Berglund e i past president John Lyras e Thomas Rehder; il presidente di Confitarma Mario Mattioli e quello del Gruppo Giovani Armatori Giacomo Gavarone. Nell’ambito delle altre figure del comparto marittimo si attendono nuove autorevoli adesioni, che si andranno ad aggiungere a quelle degli ormai consueti relatori di Shipping and the Law, tra cui: Clive Aston, già presidente della London Maritime Arbitrators Association (LMAA); il presidente dell’Associazione Italiana di Diritto Marittimo (AIDM) Giorgio Berlingieri; il capo del think tank dell’ex Ministro del Petrolio dell’Arabia Saudita Sheik Yamani, Leo Drollas; gli amministratori delegati di P.L. Ferrari Federico Deodato e di CR Group Mauro Iguera; il prof. Mans Jacobsson, storico direttore degli International Oil Pollution Compensation (IOPC) Funds che quest’anno parlerà delle sfide legali che saranno poste dalle navi senza equipaggio; il presidente dell’International Propellers Club italiano Umberto Masucci; il presidente dell’Associazione Italiana di Tecnica Navale (Atena) Alberto Moroso; l’amministratore delegato del RINA Ugo Salerno; il direttore generale di Venice Shipping and Logistics Fabrizio Vettosi.

A dare il via alle riflessioni saranno le relazioni di scenario del futurologo Hamish McRae, sul ruolo chiave dell’Europa nel futuro del nostro pianeta, e del vicepresidente dell’Istituto Affari Internazionali, il già Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Vincenzo Camporini, che si intratterrà sugli equilibri internazionali geopolitici “evoluzione o rivoluzione?”; nel pomeriggio della stessa giornata i lavori vedranno poi un intervento del politologo Roberto D’Alimonte, che parlerà del futuro delle democrazie liberali nel contesto globale.

«Le sfide della marineria commerciale sono numerose e impegnative – spiega l’avvocato Francesco Saverio Lauro -e le affronteremo con autorevoli nomi da tutto il mondo, pronti a condividere esperienze e idee in un clima conviviale come quello creato in questi anni a Shipping and the Law, atteso dagli operatori per il gradevole clima conviviale, unito al senso di appartenenza a un club molto informale ma al tempo stesso esclusivo. Sono questi gli aspetti che caratterizzano, nel variegato panorama delle manifestazioni del settore, l’appuntamento di Shipping and the Law».

Link: https://www.informazionimarittime.com/post/lo-shock-del-nuovo-allo-shipping-and-the-law-di-napoli

Il 9 e 10 ottobre al via Shipping and Law

 

La decima edizione di Shipping and Law – manifestazione annuale fondata dall’avvocato marittimista Francesco Saverio Lauro che chiama a raccolta legali marittimisti, armatori e analisti del settore per fare il punto sullo stato di salute dello shipping – si terrà il 9 e 10 ottobre a Napoli, nel castello del Maschio Angioino.

“Lo shock del nuovo e il fattore umano” è il titolo dell’edizione di quest’anno. Si indagherà sul contesto politico italiano, europeo e mondiale, per capire in che modo influirà sull’evoluzione del sistema economico, e viceversa. Infine, si parlerà anche delle novità tecnologiche e di quelle normative, sempre dello shipping.

Tra gli altri, ci saranno il presidente dell’International Chamber of Shipping, Esben Poulsson, insieme al vicepresidente Emanuele Grimaldi; il presidente di Confitarma, Mario Mattioli, e il presidente del gruppo giovani dell’associazione, Giacomo Gavarone.

Link: https://www.informazionimarittime.com/post/il-9-e-10-ottobre-al-via-shipping-and-law

Blu economy cresce il doppio rispetto al resto d’Italia. Il punto di Shipping & the Law

Ottimismo nelle previsioni per il futuro del settore negli interventi di Roberto Fico e Mario Mattioli

Il settore marittimo ha registrato negli ultimi anni una crescita doppia rispetto al resto dell’economia italiana. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, nel corso del suo intervento a Shipping & the Law, evento organizzato a Napoli dallo Studio Lauro. Dati che incoraggiano previsioni positive per il futuro, come ha ribadito Mario Mattioli, presidente della Confederazione Italiana Armatori, che nel corso del dibattito sul tema “Shipowner’s vision of the future“, ha affermato di essere ottimista riguardo ad una ripresa dei mercati marittimi che già nel 2017 hanno registrato un trend di crescita.

Il commento di Roberto Fico

“La blue economy, cui anche l’Unione Europea sta dedicando una attenzione crescente – ha detto il presidente Fico – costituisce un importante volano di sviluppo. Ne sono testimonianza alcuni dati obiettivi: le imprese dell’economia del mare sono cresciute negli ultimi cinque anni di circa l’8% a fronte di un calo dell’1% del numero totale di imprese.

Dieci imprese della blue economy su 100 sono guidate da giovani di età inferiore ai 35 anni; 20 su 100 sono a guida femminile e 6 su 100 a guida straniera, dati tutti superiori alla media nazionale – ha sottolineato Fico – La blue economy rappresenta circa il 3% del Pil – l’1% il settore dello shipping in senso stretto (imprese armatoriali e di trasporto marittimo) – registrando negli ultimi anni una crescita doppia rispetto al resto dell’economia italiana; registra oltre 800 mila occupati, pari al 3,5% dell’occupazione complessiva nazionale.

Se si considera inoltre l’impatto su altri settori economici, l’economia “blu” complessivamente considerata sfiora il 10% del totale del PIL italiano. Oggi – ha concluso Fico – ci sono sfide enormi e importantissime anche sul riciclo delle navi, sul fronte occupazionale, sul dumping salariale, ci sono tante opere da mettere in pratica”.

Il commento di Mario Mattioli

Mario Mattioli ha affermato che affinché lo shipping italiano possa cogliere le opportunità dei mercati, è fondamentale che la flotta possa contare su uno strumento normativo fondamentale per garantire la sua competitività e cioè il Registro Internazionale Italiano, istituito in Italia nel 1998, in linea con gli orientamenti dell’Ue che miravano a restituire competitività alle flotte mercantili dei paesi membri e a rilanciare l’occupazione.

“Il Registro internazionale si è rivelato uno strumento di grande successo per lo sviluppo dello shipping italiano. Ciò è dimostrato dal fatto che in 20 anni la flotta è raddoppiata ed è una delle flotte di bandiera più importanti al mondo, ai primi posti tra quelle dei principali paesi industriali che fanno parte del G20”.

In proposito, il presidente Mattioli ha sottolineato che è assurdo classificare le misure a favore dell’armamento come sussidi ambientalmente dannosi motivando tale affermazione sul fatto che con il raddoppio della la flotta sono raddoppiate anche le emissioni inquinanti. “Tutti sanno che il trasporto marittimo è il meno inquinante per unità di merce trasportata, e comunque se la flotta mercantile italiana non sarà più in grado di competere sui mercati mondiali, di certo verrà soppiantata da altre marine, più competitive e potenzialmente più inquinanti”.
Link: https://www.informazionimarittime.com/post/blu-economy-cresce-il-doppio-rispetto-al-resto-ditalia-il-punto-di-shipping-the-law

Napoli, il 15 ottobre al via IX Shipping and the Law

Shipping e normative internazionali. Fondi d’investimento e armatori. Ambiente e nuovi carburanti. La kermesse di Francesco Lauro

 

La sfida per gli armatori con l’entrata in vigore delle nuove regolamentazioni ambientali dell’International Maritime Organization (IMO), le tecnologie e i combustibili che risponderanno più efficacemente alle nuove regole, la rapida implementazione dell’automazione, il protezionismo, il rapporto tra fondi di investimento e shipping. Sono questi alcuni dei temi che verranno analizzati a Napoli nel corso della IX edizione di Shipping and the Law, la due giorni di convegno organizzata dall’avvocato marittimista Francesco Lauro, in programma il 15 e 16 ottobre nel complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore.

“The Future is now” è il titolo dell’edizione 2018 che approfondirà le prospettive della navigazione commerciale a livello globale. Tra gli altri, parteciperanno, il vicepresidente della International Chamber of Shipping, Emanuele Grimaldi; il presidente di Confitarma, Mario Mattioli; John C. Lyras, già presidente della Union of GreekShipowners e dell’ECSA; il presidente dell’AIDM e vicepresidente CMI, Giorgio Berlingieri; Leo Drollas, direttore e chiefeconomist del Center for Global Energy Studies fondato dallo Sceicco Yamani; MänsJacobsson, per oltre un ventennio direttore degli International OilPollutionCompensation (IOPC) Funds ed il presidente del gruppo Giovani armatori di Confitarma, Giacomo Gavarone.

«Il commercio marittimo cresce sempre di più – spiega Lauro – ma è anche alle prese con sfide sempre più difficili. La tecnologia fa enormi passi avanti ogni anno, a cominciare dalle navi senza equipaggio per arrivare ai nuovi motori per le grandi navi, che limitano le emissioni nocive. Ma gli scenari sono in continuo mutamento in un mondo in cui i commerci globali devono affrontare un certo ritorno della politica al protezionismo e i fondi di investimento aumentano sempre di più il oro peso nel settore armatoriale».

La conferenza, uno tra i pochi eventi internazionali che registra  il sostegno dell’Internartional Chamber of Shipping, sarà patrocinata, tra gli altri, dalla Regione Campania e da: Confitarma, AIDIM-Associazione Italiana di Diritto Marittimo, ATENA-Associazione Italiana di Tecnica Navale e the International Propeller Clubs.

Link: https://www.informazionimarittime.com/post/napoli-il-15-ottobre-al-via-ix-shipping-and-the-law

INFORMAZIONI MARITTIME: Parte domani a Napoli l’VIII edizione di Shipping and the Law

11/10/2017

Parte domani a Napoli (alle 9.30) l’VIII edizione di Shipping and the Law che quest’anno porta in primo piano la discussione sugli scenari del commercio marittimo mondiale, stretto tra la crisi del credito, il neo-protezionismo, l’allarme sicurezza e la necessità di investimenti per rispettare le nuove norme sulle emissioni di Co2. A discuterne al Teatrino di Corte di Palazzo Real, in Piazza del Plebiscito, saranno i vertici del settore a cominciare da Mario Mattioli che proprio oggi è ufficialmente entrato in carica come nuovo presidente di Confitarma. Con lui ci sarà il suo predecessore Emanuele Grimaldi, ma anche il presidente dell’International Chamber of Shipping, l’organizzazione mondiale degli armatori, Esben Poulsson, il numero uno dell’associazione degli armatori europei Panos Laskaridis.

Dopo i saluti introduttivi dell’avvocato marittimista Francesco S. Lauro, organizzatore della manifestazione, la conferenza entrerà nel vivo con la tavola rotonda “Avanti tutta nell’era dell’incertezza”. Tra i temi in discussione “Le minacce e le opportunità per gli armatori europei in relazione alla crescita della potenza marittima della Cuna e degli altri Paesi dell’Estremo Oriente” e “Come il mondo del commercio marittimo deve fare i conti con il riscaldamento globale?”. Oltre a Mattioli, Laskaridis e Poulsson, nella discussione saranno coinvolti, tra gli altri, anche l’autrice della legge britannica sul riscaldamento climatico e membro della Camera dei Lord baronessa Bryony Worthington e Leo Drollas, direttore del think tank dello Sceicco Yamani. A seguire la tavola rotonda che affronterà i temi del neoprotezionismo causato da Trump e dalla Brexit e su come questo impatta il settore del commercio marittimo globale: a discuterne, tra gli altri, il politologo Roberto D’Alimonte, l’armatore Emanuele Grimaldi, il vicepresidente dell’International Chamber of Shipping, Thomas Rehder.

Nel pomeriggio ci saranno le sessioni sul credito e un interessante dialogo sui porti, moderato da Francesco Saverio Lauro, tra il presidente del porto di Anversa Marc Van Peel e il numero uno dell’Autorità Portuale del Tirreno Centrale, Pietro Spirito.

Nella seconda giornata spicca la sessione “Better Vessels for a Better world” in cui Lorenzo Matacena di Caronte & Tourist parlerà delle nuove norme ambientali che entreranno in vigore a livello internazionale nel triennio 2018-2020 e dei progetti di propulsione a gas, tema quest’ultimo che sarà ripreso da Volkmar Galke della svizzera WinDG. Tra gli altri speaker della sessione: Diego Sabatini di Tefin presenterà un nuovo sistema per prevenire gli incendi sui traghetti, come quello del tragico caso della Norman Atlantic. Matteo Natali di Wärtsilä introdurrà il tema della nuova era della digitalizzazione nell’industria marittima mentre Franco Porcellacchia, dirigente di Ecospray e del primo gruppo crocieristico mondiale Carnival, parlerà delle moderne tecnologie per la riduzione delle emissioni.
“L’appuntamento di Shipping and the Law – spiega Francesco Saverio Lauro – è diventato un classico nell’agenda dei protagonisti del mondo marittimo internazionale. Essi ormai amano ritrovarsi a Napoli, capitale dell’armamento italiano e per questi due giorni al tempo stesso centro del Mediterraneo e della scena marittima internazionale, per riunirsi in luoghi carichi di memorie storiche e colmi di tesori artistici, confrontandosi sui grandi temi e sulle prospettive macroeconomiche e di settore. In un’epoca di grandi cambiamenti, opportunità ma anche enormi rischi, non c’è dubbio che interessanti idee, proposte e forse anche qualche provocazione emergeranno dal dibattito tra portatori di interessi e visioni a volte contrapposte ma accomunate dalla tensione verso una crescita sostenibile per cui lo Shipping va visto non come problema ma come una soluzione”.

Link: http://www.informazionimarittime.it/parte-domani-a-napoli-lviii-edizione-di-shipping-and-the-law-9754