Confitarma, Mattioli: Carriere marittime, impulso alla formazione dei giovani – Shipping & the Law

 

AMBIENTE E INNOVAZIONI TECNOLOGICHE, FORMAZIONE E OCCUPAZIONE FINANZA E COMUNICAZIONE MARIO MATTIOLI A SHIPPING AND THE LAW

NAPOLI – Di fronte ai vertici delle organizzazioni mondiali ed europee degli armatori, nonché ai rappresentanti delle istituzioni, esperti di shipping e di finanza riuniti a Napoli per la X dizione di Shipping and the Law, Mario Mattioli ha parlato di ciò che Confitarma ha fatto e sta facendo “consapevole della forza di una categoria che da sempre è in grado di affrontare le sfide del mercato globale”. “Grazie al Registro Internazionale, fortemente voluto e difeso da Confitarma, -ha affermato il Presidente Mattioli – la flotta mercantile italiana è cresciuta in quantità e in qualità. Con la flotta è cresciuto tutto il cluster marittimo che ha raggiunto posizioni di leadership nella cantieristica, nella nautica da diporto, e nella portualità”. Grazie ad una flotta competitiva gli armatori italiani hanno investito e continuano ad investire per rendere le loro navi sempre più sicure ed ecologiche.

“L’armamento italiano è fortemente coinvolto nelle iniziative globali per ottenere una significativa riduzione delle emissioni di CO2, fissata in sede IMO per il 2050 al 50% rispetto ai livelli del 2008. Stiamo poi già utilizzando fonti energetiche a “zero emissioni”, in particolare quando sono ormeggiate nei porti, con navi sempre più verdi”.

Anche l’occupazione marittima italiana è stata favorita dal Registro Internazionale e per promuovere le carriere marittime Confitarma sta dando da anni notevole impulso alla formazione delle nuove generazioni, attraverso la partecipazione e il sostegno ad attività e progetti formativi per il mare e per la terra, partendo sempre dalle concrete esigenze delle aziende per definire i programmi e strutturare i corsi al fine di avvicinare domanda e offerta di lavoro.

Sul fronte dei rapporti con il mondo della finanza, secondo Mattioli occorre risolvere quelle delicate situazioni finanziarie che si sono venute a creare attraverso nuova capacità di finanziamento per le imprese armatoriali, con soluzioni innovative per risolvere i crediti incagliati. Ed è anche necessario un dialogo continuo anche con quelle realtà in grande crescita nel panorama nazionale e internazionale, che rappresentano fonti alternative al finanziamento bancario. “Lo stiamo facendo attraverso tavoli ad hoc che mirano a evitare fenomeni speculativi promovendo invece percorsi virtuosi di alleanza e collaborazione e guardando al ripristino, alla continuità e allo sviluppo sul territorio delle nostre aziende. A questo proposito, crediamo fermamente che il governo debba intervenire con modelli ad hoc, collaborando con banche e fondi di investimento, garantendo un migliore rating del pacchetto e riducendo i costi del finanziamento”.

Infine, il presidente di Confitarma si è soffermato sull’esigenza di far comprendere a tutti – istituzioni politiche, attori finanziari, produttori del settore, consumatori – l’importanza del sistema marittimo e, in primo luogo, della rete di trasporto marittimo che collega le economie dei Paesi. “Confitarma, grazie a un grande carico di esperienza e abilità, è un think tank vitale, collezionista di idee, luogo di lavoro per fatti e azioni e per creare opportunità di incontro, analisi e confronto. È la casa comune degli armatori italiani, il centro del cluster marittimo italiano”.

Link: https://www.corrieremarittimo.it/shipping/confitarma-mattioli-carriere-marittime-impulso-alla-formazione-dei-giovani-shipping-the-law/

Shipping & Law: Impatto delle tecnologie e nuove sfide per l’industria marittima

 

NAPOLI- Impatto delle nuove tecnologie, mutati contesti geoeconomici, difficoltà a intepretare il cambiamento e a proporre soluzioni adeguate alle sfide, a partire da quella ambientale. La X edizione di Shipping and The Lawappuntamento internazionale organizzato a Napoli dall’avvocato marittimista (ed ex presidente dell’Ap partenopea) Francesco Saverio Lauro, restituisce un’accurata “analisi di contesto” partendo dallo “shock of the new”, il contraccolpo generato dai cambiamenti radicali, discutendo degli innumerevoli fattori, diretti e indiretti, che determineranno il futuro dello shipping.

Le sfide di medio-lungo termine del settore riguarderanno innanzitutto un mondo riplasmato dalla tecnologia e da una “storia che ha cominciato a correre”. Ne è convinto il vice presidente dell’Istituto Affari Internazionali, già Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Vincenzo Camporini, secondo cui è diventato sempre più difficile prevedere le evoluzione degli scenari politico-economici. “La società non è più capace di adattarsi alla crescita delle aspettative a livello globale “. Dai fenomeni migratori ai dislivelli di ricchezza, fino alla destabilizzazione del quadro politico internazionale assistiamo a “cambiamenti radicali cui non siamo in grado di dare risposte”. Anche lo shipping sarà investito da questa criticità e la soluzione, di fronte all’emergere di una nuova multipolarità a guida sino-americana, consiterà in una maggiore integrazione a livello europeo. “Le grandi aziende si avviano a controllare i mercati: bisogna federarsi per difendere i propri settori industriali”.

Di quarta rivoluzione della propulsione ha parlato invece il presidente di ICS (International Chamber of Shipping) Esben Poulsson. “Le tecnologie di connessione individuale avranno ricadute pesanti sul mondo del lavoro. Si tratta di cambiare i modelli produttivi”. Per gli armatori si tratterà di affrontare sfide più complicate. I cambiamenti imposti dall’IMO sulla composizione dei carburanti è solo l’inizio. Il comparto sarà chiamato a interloquire anche con altri attori come l’Ue e le Nazioni Unite. Quest’ultima ha lanciato recentemente una proposta per la protezione degli oceani oltre le acque internazionali. “La nostra industria è pronta ma abbiamo bisogno di garanzie sull’uso dei nuovi strumenti regolativi”.

Sulle conseguenze dirette delle tensioni geopolitiche si è concentrato Claes Berglund, presidente dell’associazione europea degli armatori, denunciando i recenti episodi di sequestro e danneggiamento del naviglio, in particolare nello Stretto di Hormutz. “E’ aumentato il numero degli stati che fanno pressione sul settore dello shipping per motivi politici, senza tenere conto degli accordi internazionali. L’Ue è chiamata a far rispettare le leggi del mare”. Ampio spazio anche alla crescente pressione dell’opinione pubblica sulle questioni ambientali. “Su come velocizzare la transizione la nuova Commissione europea dovrà dettare una nuova agenda”.

Sugli obiettivi 2050 per le emissioni navali ha parlato il presidente di Confitarma Mario Mattioli, sottolineando gli effetti positivi sulla flotta ottenuti con l’applicazioni ormai ventennale del Registro Marittimo Internazionale. “I tempi dell’economia globale sono veloci e differenti da quelli della decisione politica. Il fattore tempo è fondamentale: può aprire finestre di opportunità o innescare una nuova crisi”. Da qui l’invito all’apertura di un dialogo approfondito tra industria e istituzioni, puntando anche a una ricomposizione delle divisioni in tema di rappresentanza industriale. “Nei prossimi anni bisognerà investire nella formazione: serve una nuova generazione di personale sia a terra sia a bordo”. Spazio anche al rapporto armatori – finanza, al centro di un panel dedicato (“the shock of the new in ship financa): “sul tema gli armatori hanno rivisto le proprie strategie”. “E’ giunto il momento di risolvere le criticità con nuovi strumenti e nuove regole”.

Argomento delicato, quello dell’accesso alle risorse finanziarie, che ha messo in discussione in questi anni la tradizionale concentrazione in un’unica figura delle funzioni di proprietà, governance e imprenditorialità delle compagnie marittime. Il progressivo ritirarsi delle banche e l’ingresso dei fondi ha fatto emergere non poche criticità. “La convivenza tra la specificità operativa dello shipping e le procedure dei fondi d’investimento non è semplice,” sottolinea l’armatore Giuseppe Bottiglieri. “La velocità con cui circola l’informazione ha modificato profondamento il nostro modo di operare e alimenta una situazioni in cui ad essere favorito è principlamente il noleggiatore”.

Conseguenze di un “busineses che è diventato a bassa marginalità”. “E’ cambiato il modello industriale,” avverte Fabrizio Vettosi, Ceo di Venice Shipping and Logistic“I cicli economici si sono accorciati e sono diventati tendenzialmente meno remunerativi. La tecnologia ha reso complessivamente più complicata la gestione dell’asset nave, senza contare le conseguenze economiche dell’introduzione delle normative internazionali”. Continua, Vettosi: “La remuneratività nel settore dry bulk è scesa dal 7% al 4,40% per il solo effetto delle normative sul tenore di zolfo e sulle ballast water. In un constesto in cui la concentrazione tipica del settore container comincia a emergere anche in altre specializzazioni è arrivato il momento di far dialogare competenze finanziarie e tecniche”.

Giovanni Grande

 

Link: https://www.corrieremarittimo.it/shipping/shipping-law-impatto-delle-tecnologie-e-nuove-sfide-per-lindustria-marittima/

 

Shipping & Law: Impatto delle tecnologie e nuove sfide per l’industria marittima

 

NAPOLI- Impatto delle nuove tecnologie, mutati contesti geoeconomici, difficoltà a intepretare il cambiamento e a proporre soluzioni adeguate alle sfide, a partire da quella ambientale. La X edizione di Shipping and The Lawappuntamento internazionale organizzato a Napoli dall’avvocato marittimista (ed ex presidente dell’Ap partenopea) Francesco Saverio Lauro, restituisce un’accurata “analisi di contesto” partendo dallo “shock of the new”, il contraccolpo generato dai cambiamenti radicali, discutendo degli innumerevoli fattori, diretti e indiretti, che determineranno il futuro dello shipping.

Le sfide di medio-lungo termine del settore riguarderanno innanzitutto un mondo riplasmato dalla tecnologia e da una “storia che ha cominciato a correre”. Ne è convinto il vice presidente dell’Istituto Affari Internazionali, già Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Vincenzo Camporini, secondo cui è diventato sempre più difficile prevedere le evoluzione degli scenari politico-economici. “La società non è più capace di adattarsi alla crescita delle aspettative a livello globale “. Dai fenomeni migratori ai dislivelli di ricchezza, fino alla destabilizzazione del quadro politico internazionale assistiamo a “cambiamenti radicali cui non siamo in grado di dare risposte”. Anche lo shipping sarà investito da questa criticità e la soluzione, di fronte all’emergere di una nuova multipolarità a guida sino-americana, consiterà in una maggiore integrazione a livello europeo. “Le grandi aziende si avviano a controllare i mercati: bisogna federarsi per difendere i propri settori industriali”.

Di quarta rivoluzione della propulsione ha parlato invece il presidente di ICS (International Chamber of Shipping) Esben Poulsson. “Le tecnologie di connessione individuale avranno ricadute pesanti sul mondo del lavoro. Si tratta di cambiare i modelli produttivi”. Per gli armatori si tratterà di affrontare sfide più complicate. I cambiamenti imposti dall’IMO sulla composizione dei carburanti è solo l’inizio. Il comparto sarà chiamato a interloquire anche con altri attori come l’Ue e le Nazioni Unite. Quest’ultima ha lanciato recentemente una proposta per la protezione degli oceani oltre le acque internazionali. “La nostra industria è pronta ma abbiamo bisogno di garanzie sull’uso dei nuovi strumenti regolativi”.

Sulle conseguenze dirette delle tensioni geopolitiche si è concentrato Claes Berglund, presidente dell’associazione europea degli armatori, denunciando i recenti episodi di sequestro e danneggiamento del naviglio, in particolare nello Stretto di Hormutz. “E’ aumentato il numero degli stati che fanno pressione sul settore dello shipping per motivi politici, senza tenere conto degli accordi internazionali. L’Ue è chiamata a far rispettare le leggi del mare”. Ampio spazio anche alla crescente pressione dell’opinione pubblica sulle questioni ambientali. “Su come velocizzare la transizione la nuova Commissione europea dovrà dettare una nuova agenda”.

Sugli obiettivi 2050 per le emissioni navali ha parlato il presidente di Confitarma Mario Mattioli, sottolineando gli effetti positivi sulla flotta ottenuti con l’applicazioni ormai ventennale del Registro Marittimo Internazionale. “I tempi dell’economia globale sono veloci e differenti da quelli della decisione politica. Il fattore tempo è fondamentale: può aprire finestre di opportunità o innescare una nuova crisi”. Da qui l’invito all’apertura di un dialogo approfondito tra industria e istituzioni, puntando anche a una ricomposizione delle divisioni in tema di rappresentanza industriale. “Nei prossimi anni bisognerà investire nella formazione: serve una nuova generazione di personale sia a terra sia a bordo”. Spazio anche al rapporto armatori – finanza, al centro di un panel dedicato (“the shock of the new in ship financa): “sul tema gli armatori hanno rivisto le proprie strategie”. “E’ giunto il momento di risolvere le criticità con nuovi strumenti e nuove regole”.

Argomento delicato, quello dell’accesso alle risorse finanziarie, che ha messo in discussione in questi anni la tradizionale concentrazione in un’unica figura delle funzioni di proprietà, governance e imprenditorialità delle compagnie marittime. Il progressivo ritirarsi delle banche e l’ingresso dei fondi ha fatto emergere non poche criticità. “La convivenza tra la specificità operativa dello shipping e le procedure dei fondi d’investimento non è semplice,” sottolinea l’armatore Giuseppe Bottiglieri. “La velocità con cui circola l’informazione ha modificato profondamento il nostro modo di operare e alimenta una situazioni in cui ad essere favorito è principlamente il noleggiatore”.

Conseguenze di un “busineses che è diventato a bassa marginalità”. “E’ cambiato il modello industriale,” avverte Fabrizio Vettosi, Ceo di Venice Shipping and Logistic“I cicli economici si sono accorciati e sono diventati tendenzialmente meno remunerativi. La tecnologia ha reso complessivamente più complicata la gestione dell’asset nave, senza contare le conseguenze economiche dell’introduzione delle normative internazionali”. Continua, Vettosi: “La remuneratività nel settore dry bulk è scesa dal 7% al 4,40% per il solo effetto delle normative sul tenore di zolfo e sulle ballast water. In un constesto in cui la concentrazione tipica del settore container comincia a emergere anche in altre specializzazioni è arrivato il momento di far dialogare competenze finanziarie e tecniche”.

Giovanni Grande

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Shipping and the Law, X edizione: The Shock of the New and the Human Factor

 

Napoli si prepara ad accolgliere la X edizione di Shipping and the Law, convegno internazionale dedicato al rapporto tra legislazione (per lo più internazionale) e trasporto marittimo, che si terrà quest’anno il 9 e 10 ottobre 2019 presso il Maschio Angioino, il più importante monumento del Rinascimento e simbolo della città di Napoli.

Il titolo scelto per la X Edizione della Conferenza è The Shock of the New and the Human Factor e verterà sulle incessanti mutazioni politiche ed economiche e le innovazioni tecnologiche e normative in corso che ci attendono nel mondo e in particolare nel settore marittimo, ciascuna delle quali contribuisce ancor di più ad evidenziare l’importanza del “fattore umano”.

Tra i protagonisti di questa X Edizione di Shipping and the Law figurano alcune fra le maggiori personalità dell’industria marittima italiana e internazionale, tra cui il presidente della International Chamber of Shipping Esben Poulsson, il vice presidente Emanuele Grimaldi, il presidente di Confitarma Mario Mattioli e il presidente del Gruppo Giovani Armatori di Confitarma Giacomo Gavarone.

Link: https://www.corrieremarittimo.it/shipping/shipping-and-the-law-x-edizione-the-shock-of-the-new-and-the-human-factor/

Shipping and Law, Rixi: “Fiscalità agevolata per le imprese sostenibili”

 

A Shipping and the Law norme ambientali in primo piano Rixi: “Penso a fiscalità agevolata per imprese che dimostrano misure di sostenibilità”. Si chiude la IX edizione del convegno degli armatori.
NAPOLI – L’accelerazione e le sfide poste ai traffici marittimi dal tumultuoso sviluppo di tecnologie avveniristiche e delle sempre più stringenti regole internazionali sulle emissioni delle navi sono stati al centro della seconda e conclusiva giornata della IX edizione di Shipping and the Law a Napoli. Soprattutto le regole sulle emissioni chiamano gli armatori a nuove sfide e investimenti: restano infatti soltanto un anno e pochi mesi di tempo per adeguare le flotte.

Nel dibattito un contributo significativo è venuto dal Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi: “Stante la delicatezza dell’obiettivo di tutela ambientale – ha affermato – sarebbe opportuno, ad esempio, pensare anche all’implementazione delle forme di fiscalità agevolata per quelle imprese che dimostrano di aver intrapreso precise ed effettive misure di sostenibilità. E’ questa una sfida ulteriore per le nostre infrastrutture ed il nostro armamento; non è pensabile conseguire uno sviluppo senza un’opera di implementazione e ammodernamento delle reti di trasporto e di tutti gli snodi del traffico e logistici; ed è allo stesso modo impensabile che il sistema infrastrutturale possa prescindere dalla sicurezza che non è soltanto fisica ma è pertanto anche ambientale e a beneficio di tutta la comunità“.

Gli armatori confermano il loro impegno, come sottolineato da Emanuele Grimaldi, vicepresidente dell’International Chamber of Shipping: “L’Ics – ha detto – è fortemente impegnata nell’abbattere le emissioni delle navi contribuendo alla decarbonizzazione del settore. Con l’Imo, l’organizzazione dell’Onu che si occupa del mare, ci siamo impegnati a ridurre del 50% le emissioni da qui al 2050. Ma in questo stesso periodo si prevede che i traffici marittimi raddoppieranno, quindi vuol dire che le emissioni dovranno essere solo il 25% di quelle attuali. Per farlo ci impegniamo in ricerca e sviluppo, mettendo sulle navi tutte le nuove soluzioni, dalle batterie alle pitture siciliconiche, e ancora le migliori eliche e i motori con le emissioni più basse. Ricordo però che il nostro settore non rappresenta un problema ma un’opportunità: le navi che viaggiano oggi sulle autostrade del mare hanno emissioni di Co2 che sono un quinto dei mezzi che trasportano merci sulle strade e metà dei mezzi su ferro. Il sistema marittimo è la soluzione del problema ma noi ci impegniamo per migliorare ancora“.

Shipping and the Law – spiega Francesco Saverio Lauro – è ormai diventato un appuntamento atteso da tutto il mondo armatoriale ma anche dai decision maker come dimostra l’interesse per i nostri temi da parte del presidente della Camera Roberto Fico e del viceministro ai trasporti Rixi. Dal palco abbiamo ascoltato i problemi ma anche le proposte e lo spirito impreditoriale intatto degli armatori italiani e anche le proposte del governo per sostenere un settore che rischia di disperdere una parte delle proprie energie migliori. Proseguiremo il nostro impegno anche nel 2019, con la decima edizione del convegno, facendo scoprire agli ospiti internazionali un altro splendido sito storico di Napoli dopo la sede della Basilica di San Lorenzo Maggiore scelta per quest’anno“.

Link: https://www.corrieremarittimo.it/shipping/shipping-and-law-rixi-fiscalita-agevolata-per-le-imprese-sostenibili/